Cosa sono i Microdata e come sfruttarli nella SEO?
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Cosa sono i Microdata e come sfruttarli nella SEO?

Prima di scoprire  cosa sono i Microdata, come inserire i Microdati (o Dati Strutturati) e come sfruttarli, occorre fare un passo indietro nel tempo e risalire ai primi anni del 2000, quando è stato introdotto il concetto di Web Semantico.

Cos’è il Web Semantico?

Per semantica si intende una specifica del linguaggio che permette la comprensione del significato preciso delle parole.

Un problema dei primi Motori di Ricerca era interpretare il linguaggio della richiesta dell’utente per fornire una risposta pertinente.

Oggi, i crawler (software dei Motori di Ricerca che analizzano la rete alla ricerca di nuovi contenuti), sono in grado di identificare con molta precisione il contenuto delle nostre pagine permettendo ai Motori di Ricerca di restituirci risultati molto attinenti alla nostra Query di Ricerca.

Tuttavia un Webmaster Esperto sa bene che deve fare di tutto per facilitare l’attività di indicizzazione dei crawler che, per quanto intelligenti, rischiano di perdere informazioni importanti o di non comprendere al meglio quelli che sono i contenuti del nostro sito.

Cosa sono i Dati Strutturati?

È esattamente qui che entrano in gioco i Microdata, ma cosa sono esattamente?

La guida Google li descrive come Etichette” da applicare, ad esempio, a singoli contenuti web (o intere sezioni) utili a descrivere un tipo specifico di informazione e renderla facilmente leggibile dai crawler.

Esistono molteplici “etichette” utilizzate per descrivere diverse tipologie di informazione (es. informazioni su Persone, Organizzazioni, Eventi o Prodotti) ed ognuna di esse ha particolari specifiche.

Per un quadro completo sulle diverse tipologie di Dati strutturati consigliamo di visitare il sito schema.org dove sono elencate tutte le possibili soluzioni organizzate in vocabolari e suddivise in schede e tabelle.

esempio-microdati

Come inserire i Microdati

Ma vediamo insieme un esempio concreto che ci possa aiutare a comprenderne da un lato il loro utilizzo e dall’altro la complessità e le sfaccettature del lavoro di un Web Master esperto:

Mi chiamo Luca Gerace e faccio il Web Designer.
Lavoro presso K BRAND, software house e web agency.
La sede di lavoro è in Via Michelangelo Buonarroti 2, Seregno.

<div itemscope itemtype="http://schema.org/Person">
    <p>Mi chiamo <span itemprop="name">Luca Gerace</span> e faccio il <span itemprop="jobTitle">Web Designer</span>.</p>
</div>
<div itemscope itemtype="http://schema.org/Organization">
    <p>Lavoro presso <span itemprop="name">K BRAND</span>, <span itemprop="description">software house e web agency</span>.</p>
    <div itemscope itemtype="http://schema.org/PostalAddress">
        <p>La sede di lavoro è in <span itemprop="streetAddress">Via Michelangelo Buonarroti 2</span>, <span itemprop="addressLocality">Seregno</span>.</p>
    </div>
</div>

 

Appare chiaro come nell’inserire i dati strutturati occorre seguire delle logiche ben definite:

Come prima azione è necessario definire un elemento radice (cioè un elemento che contiene tutte le informazioni che vogliamo specificare) quindi, in questo caso, bisogna utilizzare la radice “Persona” che all’interno ha delle specifiche Proprietà come Nome e Mansione.

È possibile annidare anche oggetti differenti, come nel caso di Organization, dove al suo interno ho specificato sia proprietà strettamente legate quali nome dell’Azienda e Descrizione, che proprietà non collegate direttamente quali Indirizzo della sede ed Orari di apertura.

Qui abbiamo visto solo una delle diverse procedure di inserimento dei dati strutturati. Di seguito un breve elenco:

  • Microdata: Quello utilizzato nell’esempio, con inserimento dei dati strutturati all’interno del codice HTML
  • RDFa: Ci consente l’uso di vocabolari misti per lo stesso contenuto
  • JSON-LD: Inserimenti dei dati strutturati attraverso uno script

Perché usare i Microdata

Quando digitiamo una determinata Query ci appare nella pagina di ricerca (SERP) un elenco di risultati strettamente legati al termine ricercato.

Questi risultati di ricerca (detti Snippet nel gergo tecnico) sono composti da:

  • TITOLO: solitamente corrisponde al titolo della pagina stessa.
  • URL: indirizzo della pagina web
  • DESCRIZIONE: la Meta-Description è un Testo che aiuta a dare una breve ma concisa descrizione della pagina che andremo a visitare, i termini di ricerca che abbiamo utilizzato verranno evidenzianti in questa porzione di testo con un carattere in grassetto

Il titolo o Meta Title, insieme alla Meta Description, è uno dei fattori più importanti per l’Ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization) di una pagina.

Ma vi è mai capitato di effettuare una ricerca e di visualizzare risultati differenti tra di loro, alcuni con immagini collegate altri con stelline di gradimento associate ad un numero di recensioni (ad esempio sulla ricerca di un prodotto o di un ristorante)?

Bene quelli sono i famosi Rich Snippets e l’unico modo per accedere a questo fantastico mondo è sfruttando la potenza dei nostri amati Microdati.

Quindi, ricapitolando, i vantaggi dell’utilizzo dei dati strutturati possono essere riassunti in:

  1. fornire ai crawler informazioni più dettagliate sul sito
  2. far apparire le nostre pagine sotto forma di Rich Snippets.

I due vantaggi sopra esposti porteranno nel breve/medio periodo a:

  • Un Aumento del CTR (Click-Through Rate): aumento del numero di click che il sito riceve.
  • Una Maggiore reputazione del sito interessato: maggiori saranno i click maggiori il numero delle visite.
  • Un Miglior posizionamento: con l’aumentare del numero di click e delle visite Google capirà che il sito ha contenuti di valore e perfezionerà il suo posizionamento nei risultati di ricerca;
  • Una migliore e puntuale Geolocalizzazione: Con i microdati di indirizzo si aiutano i crawler a capire di quale area geografica si sta parlando. I microdati applicati all’indirizzo, affiancati alla scheda Google My Business, rappresentano i principali strumenti per migliorare la nostra Strategia di Local SEO.

I Microdati sono solo una una delle tantissime pratiche di ottimizzazione SEO che influenzano il Posizionamento del Sito Web.

Ribadendo l’importanza di affidarsi ad un team di esperti, soprattutto per la definizione e applicazione di una Strategia SEO vincente, concludo suggerendo alcuni strumenti utili per iniziare ad utilizzare i Microdati.

Sicuramente gli strumenti più utili ci sono forniti da papà Google che ci aiuta con piattaforme quali Google Search Console e Google Strumento di test per i dati strutturati.

Per chi utilizza CMS per lo sviluppo di siti web, ad esempio WordPress, ci sono una serie di plugin che permettono di inserire automaticamente i dati strutturati di base all’interno delle pagine e sezioni del sito. Naturalmente intervenendo manualmente si può avere un maggiore controllo e un miglior impatto sul posizionamento del sito.

Luca G.

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